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Rinascimento ad Ischia HotelLa poetessa italiana Vittoria Colonna che nacque a Marino nel 1490 e che mori' a Roma nel 1547 secondo la leggenda, il cognome della principessa deriva dalla colonna troiana alta fonte fin dall' XI secolo, dove si dice che la famiglia aveva un castello presso i colli albani ( Roma, città dai 7 colli ) chiamta dalla colonna " castello della colona ", la famiglia della principessa di Roma molto spesso era in lotta contro i pontefici e la chiesa, che per forza maggiore era anticlericale. Dalla fine del 1300 i Colonna acquistaronovasti feudi in Campania ( Amafli, Sorrento, Isola d' Ischia, etc.. ). Nel XVI secolo erano partigiani della Spagna e per questo i colonna detengono il potere politico sul napoletano, un esempio puo essere il Castello Aragonese ad Ischia Ponte. Dominazione spagnola a Napoli. Vittora era la moglie del marchese di Pescara, spagnolo, Ferdinado Francesco d' Avalos, il matrimonio avvenne nel 1509 ( essa all' epoca aveva soli 19 anni ). Nel 1525, gli mori' il marito tanto amato e rimase vedova e da questo momento inizia un' intensa seperienza religiosa, spirituale, mistica ( aveva contatti col divino, apparizioni, etc.. ). Vittoria inizia a soggiornare in conventi, strinse relazioni con Juan de Valdès, Bernardino Ochino, i quali erano riformisti ed andavano contro la chiesa la quale attua una controriforma. Questa poetessa fu' amata platonicamente da Michelangelo Bonarroti. Vittoria Colonna, inoltre conosceva benissimo il latino e per lei era una grande conquista come donna in quell' epoca, inoltre era per la libert? dell' emancipazione femminile, ed infine era anche sotto l' osservanza del Santo Officio.
Terme IschiaLa riscoperta delle virtu terapeutiche delle acque termali dell isola d Ischia è in parte gia note ai Greci e ai Romani ma dimenticate per tutto il Medioevo - e dovuta al medico e naturalista calabrese Giulio Iasolino che, nel 1588, pubblico il De rimedi naturali che sono nell isola di Pithecusa, oggi detta Ischia. Nell opera, primo studio sistematico e scientifico delle ricchezza termale dell isola,sono enumerati ben 35 bagni,19 sudatori e 5 arene calde con relative caratteristiche, proprieta curative e modalit? d impiego. Iasolino fu anche l ispiratore della pregevole pianta topografica allegata al suo tratto. La mappa, considerata un piccolo capolavoro della cartografia, fu realizzata dal viterbese Mario Cartaro, che riusci' a sintetizzare tutte le peculiarita antropiche e naturali dell isola e, impresa all epoca non facile, a definirne contorni e distanze con buona approssimazione. Dal quel momento Ischia smise di essere una vaga espressione geografica. E la sua immagine comincio' a circolare in tutta Europa.
Storia IschiaLa natura vulcanica dell isola d Ischia e i frequenti movimenti tellurici che la tormentarono nell antichita, si prestarono bene ad alimentare il mito di Tifeo, gigante ribellatosi a Giove e da questi scagliato in mare è secondo la tradizione latina, a partire da Virgilio è condannato a giacere sotto la superficie dell' isola. Con le sue contorsioni il gigante provocava terremoti e modificava lo stato dei luoghi, con i liquidi caldi che espelleva è per alcuni poeti rinascimentali è fertilizzava la terra e produceva acque medicamentose. Versioni piu antiche del mito, senza alcun riferimento ad Ischia, si leggono nell Iliade, nei versi di Pindaro, in Esiodo e Apollodoro. Miti a parte, e stata la stratificazione di masse laviche eruttate dal fondo del Tirreno a portare, 150.000 anni fa, alla formazione dell isola d Ischia. Ischia, quindi, e relativamente giovane e la sua evoluzione geologica e contrassegnata dall alternarsi di eruzioni e periodi di quiescenza. L isola d Ischia era abitata gia nella preistoria, lo attestano i reperti rinvenuti a Ischia Porto in localita Cilento, riconducibili al Neolitico Medio Superiore ( circa 5500 anni fa ) e quelli della media eta dei Bronzo ( circa 3400 - 3300 anni fa ) ritrovati sulla collina del Castiglione, tra Porto d Ischia e Casamicciola Terme. Fra il materiale riportato alla luce, accanto a cocci di produzione autoctona, anche frammenti di ceramica micenea, a testimoniare come Ischia, qualche secolo prima della colonizzazione graca, si trovasse sulle rotte commerciali delle imbarcazioni egee. Nel VIII secolo a.C. , agli Eubei, che da tempo commerciavano con le popolazioni dell Etruria e della Campania, per facilitare i loro traffici, decidero di fondare un avamposto che si collegasse agevolmente con le coste dell Asia Minore. Fu cosi che coloni, provenienti da Calcide ed Eretria, le due citta piu importanti dell Eubea si stabilirono sull isola d Ischia, dove gia gli indigeni lavoravano il metallo proveniente dalle miniere di ferro dell isola d Elba. Insediatesi nella zona compresa tra il Monte Vico, la valle di san Montano e la collina di Mezzavia ( l attuale Lacco Ameno ), gli Eubei, esperti forgiatori di metalli, si dedicarono anche all oreficeria, alla coltivazione delle vite e dell ulivo è difatto sconosciute alle popolazioni italiche - , e soprattutto, introducendo l uso del tornio, alla lavorazione della ceramica, la cui materia prima era reperibile ad Ischia stesso. Proprio dalla produzione di orci di terracotta in greco phitoi è Plinio il Vecchio ( 23 - 79 ) fece derivare Pitecusa, il nome attribuito dai Greci alla nuova colonia. L ipotesi, accreditata fino ai tempi recenti, si contrappone a quella, non meno antica e oggi ritornata in voga tra gli studiosi, secondo la quale l etimologia di Pitecusa si ricolleghi piuttosto alla parola greca pithekos ( scimmia ): dunque è isola delle scimmie. Rimane aperta la discussione se l isola d Ischia, al tempo dell insediamento greco, fosse davvero abitata dalle scimmie, oppure se con tale espressione si volesse solo indicare, in modo figurato, un luogo lontanissimo, posto ai confini del mondo. Affascinate e poi la leggenda dei Cercopi, fratelli ingannevoli e dispettosi è addirittura briganti per alcuni -, che Giove per punizione trasformo in scimmie e confino nell isola d Ischia di Pitecusa. Il materiale archeologico rinvenuto, soprattutto nei corredi tombali della necropoli di San Montano, documenta la vivacita di Pitecusa e l esteso ambito geografico nel quale i neocoloni intrattenevano relazioni commerciali. Vasi di Corinto, sigilli siriani, scarabei egizi, ceramiche euboiche, anfore fenice, oggetti importanti di varie religioni italiane: in nessun altro sito greco, neppure nella madrepatria, sono stati trovati reperti di provenienza tanto diversa. Di notevole importanza sono considerati frammenti di un cratere dell VIII secolo a.C. , di manifattura locale, con la rappresentazione di un naufragio, il cosiddetto Naufragio di Pithekoussai è primo esempio di pittura vascolare figurativa ritrovata in Italia è una coppa a due anse proveniente dall isola di Rodi, detta Coppa di Nestore, per l allusione al Nestore dell Iliade contenuta nell epigramma incisivo, da destra a sinistra, in alfabeto euboico: e la piu antica iscrizione conosciuta nel mondo greco accidentale, quasi contemporanea all Iliade. Mentre sul finire del II secolo a.C. , forse per movimenti tellurici, si assiste alla fine di Pitecusa, sul versante nord orientale dell isola d Ischia si sviluppa la cittadina romana di Aenaria, che probabilmente deve il suo toponimo alla lavorazione dei metalli. La diversa tipologia dei reparti, rapportata alle zone di rinvenimento è frammenti di ceramiche e alcuni sepolcri sull altura, materie prime e attrezzi per la lavorazione delle stesse sul fondo del mare, consentirebbero di collocare sulla collina di San Michele il nucleo abitativo della cittadella e lungo il tratto costiero, che dagli scogli di Cartaromana arriva alla spiaggia della Mandria, l area destinata alle attivita artiginali a al commercio. Tra il 130 e il 150 d.C. , per causa vulcano e tettoniche, la cittadina romana sprofondo sotto il livello del mare; alla sua brusca scomparsa non corrispose pero la sparizione dei Romani da Ischia; anzi, resti di insediamenti sparsi in tutta l isola d Ischia è soprattutto nello stesso sito greco di Lacco Ameno e nè dimostrano la presenza almeno fino al V secolo.
NitrodiIl complesso votivo di Nitrodi, casualmente scoperto nel Settecento e unico nel genere rinvenuto nell Italia Meridionale, e tra le piu importanti vestigia romane venute alla luce: dodici rilievi di marmo attestano come la fonte di Nitrodi ( nel comune di Barano d Ischia ) fosse, per la gente dell Impero,luogo di culto e impianto termale. I traffici marittimi che per circa 1 millennio avevano fatto di Ischia un crocevia di culture del Mediterraneo e del vicino Oriente, s interruppero con la progressiva decadenza dela civilista romana. Per tutto il Medioevo e secondo una dinamica ben nota in tutta l Italia Meridionale, l Isola d Ischia la cui popolazione era distribuita a piccoli nuclei sull intero territorio fu sottoposta a diverse dominazioni ( bizantina, normanna, sveva, angioina, aragonese ) e piu volte saccheggiata sia dai barbari di stirpe germanica ( Vandali, Goti e Longobardi ) e sia dai Saraceni insediati in Sicilia. Nel 1442, Alfonso I d Aragona sconfisse definitivamente l esercito angioino e conquisto il Regno di Napoli. L inizio della dominazione aragonese sull isola d Ischia coincise con la deportazione in massa degli ischitani di sesso maschile che avevano patteggiato per gli Angioini, mentre le loro donne furono costrette ad ingiuste nozze con i nuovi occupatori. In continuita con i predecessori, gli Aragonesi s insediarono sul Castello mettendone a punto il sistema difensivo e favorendo la crescita di una cittadella all interno delle sue mura. Nel giro di pochi anni Il Casello divenne la citta dell isola d Ischia e fu Lucrezia a Alagni, giovane amante di Alfonso I, a reggerne le sorti fino alla morte del re. Con la consegne del governo sull isola, nel 1495, alla famiglia aragonesi dei d Avalos, il Castello visse, fino alla prima meta del XVI secolo, un periodo di grande fermento artistico e civile. Al pari di altre corti rinascimentali e grazie a nobili figure femminili quali Costanza di Francavilla, Vittoria Colonna, Giovanna e Maria d Aragona la fortezza divenne luogo d incontro di artisti, poeti, letterati e, di riflesso, l incanto di Ischia supero i confini del regno di Napoli per riecheggiare nei versi di Jacopo Sannazzaro, di Bernardo Tasso, dell Arioso, nelle prose del Bembo, nella Storia d Italia del Guicciardini.
PitecusaPitecusa fu colonizzata da EEretriesi e Calcidesi, ma costoro, benche vivessero nella prosperita, grazie alla fertilità della terra e alle miniere d oro, abbandonarono l isola d Ischia, in seguito a lotte e poi anche perche cacciati da terremoti e da eruzioni di fuoco, di mare e di acque bollenti. Deriva da tali fenomeni anche il mito secondo cui Tifeo giacerebbe sotto quest isola; quando egli si agita, allora farebbe venir su le fiamme e le acque e talvolta anche piccole isole con getti di acqua bollente. Quanto a Pitecusa in particolar, Timeo dice che dagli antichi sono raccomandate molte cose straordinarie e che, poco prima del suo tempo, il colle Epopeo ( probabilmente l attuale Monte Epomeo ), nel mezzo dell isola, scosso dai sismi, abbiam vomitato fuoco e rigettato verso il largo tutta la terra fra esso e il mare per il fragore quelli che abitavano sul continente fuggirono dalla costa verso l interno della Campania.
Il Borgo di CelsaAlla fine del cinquecento, per volont? di Beatrice Quadra, moglie di Muzio d Avalos, il Castello fu trasformato da sontuosa residenza reale in un monastero di Clarisse. Il diminuito prestigio, dovuto al cambio di destinazione, provoco un rapido spopolamento dell isolotto a vantaggio dell antistante marina ( l attuale Ischia Ponte ), dove gia esisteva un insediamento medievale denominato burgo Maris. Ribattezzato borgo di Celsa per la presenza di gelseti, il villaggio accolse la sde vescovile che aveva abbandonato il Castelle e si arricchi di dimore nobiliari e di nuovi edifici religiosi.La storia d Ischia del Seicento e Settecento non sufficientemente indagata, si limita a registrare un epidemia di peste nel 1655, a contare i terremoti e a ridurre a fenomeni di brigantaggio gli episodi di ribellismo bracciantile e contadino. Segni della vitalita dell isola d Ischia, anche in quei secoli, si colgono comunque sia nelle numerose architetture civili e religiose realizzate a sia nei resoconti dei primi illustri viaggiatori che, forse sedotti dal antichit? dei luoghi, concordavano nel riconoscere ad Ischia condizioni di vita sociale migliori che altrove. Ad aprire la strada a quanti, con la penna o con il pennello, hanno indugiato sulle bellezze d Ischia fu il filosofo irlandese Gorge Berkeley che soggiorno a Testaccio nel 1717 e nel suo Diario offri un immagine dell isola davvero suggestiva. Non da meno furono, fra i tanti, scrittori come il marchese de Sade, Stendhal, e Lamartine e ancora il re Ludwig I di Baviera, il compositore Mendelssohn e famosi pittori, come Joli, Hackert, Dahl, Leopold Robert, Corot. Altri, come il drammaturgo norvegese Ibsen ? che a Casamicciola Terme ( comune di Ischia ) nel 1867 compose buona parte del suo Peer Gynt ? pur non arricchendo la vasta bibliografia ischitana di nuove testimonianze, trovando nell isola la giusta materia prima da cui avere ispirazioni per le loro opere. Il periodo borbonico, pur funestato dalla cruente repressione dei moti rivoluzionari del 1799, fu prodigio di opere di grande utilita per gli ischitani. Grazie a Ferdinando II, si predispose il rimboschimento di alcune zone dell isola, si tracciano nuove strade e fu costruito un acquedotto. Tra i lavori pubblici realizzati, particolarmente importante fu la trasformazione del lago del Bagno, antico cratere vulcanico, in porto commerciale. L inaugurazione del porto d Ischia avvenne il 17 settembre 1845 secondo le cronache dell epoca - alla presenza di S. M. il Re, e la Real Famiglia e di un considerevolissimo numero di barche e paranzelli fra il rimbombo di artiglierie e i concerti di bade musicali.
Pompei ModernoPompei che sembra sanguinante all altra mummificata dalla cenere con queste parole Guy de Maupassant due anni dopo la catastrofe descrisse le rovine di Casamicciola dopo il terremoto del 1883 il piu devastante nella storia dell isola. Nella circostanza nella sola Casamicciola perirono 1784 persone cioe oltre un terzo della popolazione residente. Tra le vittime anche numerosi forestieri in villeggiatura tra i quali i genitori e la sorella del filosofo Benedetto Croce allora diciassettenne. Quello del 1883 e stato solo l ultimo di una serie di terremoti che nel corso dei secoli hanno squassato l isola d Ischia e i precedenti, e stato considerato la conseguenza di movimenti di assestamento delle zolle. L eruzione piu recente, la cosiddetta colata di lava dell Arso, che partita da Fiaiano sommerse un ampia zona tra Ischia Porto e Ischia Ponte, risale invece al 1302. Oggi il vulcanesimo si manifesta solo nei suoi aspetti secondari di acque termali presenti nell isola d Ischia. Negli anni cinquanta del Novecento, l isola d Ischia dopo il disastrosa terremoto del secolo precedente e l isolamento determinato dalla dittatura fascista e dalle due guerre è ritornata ad essere un luogo dell anima per quanti sono alla ricerca di tranquillita e di scenari da cui trovare ispirazione artistica. Ed e soprattutto Forio, col suo centro medioevale e le antiche stradine, ad accogliere nell atmosfera semplice del Bar Internazionale di Maria Senese un singolare cenacolo di pittori, musicisti, letterati: Bargheer, Gilles, William Walton, W.H. Auden e Chester Kallmann, Hans Werner Henza e Ingeborg Bachmann, che ormai avevano eletto l isola d Ischia a loro dimora e, accanto ad essi, occasionali avventori tra i quali Stephen Spender, Allen Ginsberg, Truman Capote, Tennessee Williams, Elsa Morante, Moravia, Comisso, la Callas e moltissimi altri. A pochi chilometri di distanza, La Colombaia ( Forio d Ischia ), una bellissima villa sull impervio promontorio di Zaro, diventa il rifugio dorato del geniale e raffinato regista Luchino Visconti. La storia preturistica dell isola non va oltre e, nel giro di pochi decenni, l abusivismo edilizio e la corrosione del contesto ambientale, promossi da un improvvisa classe di imprenditori e di politici, tanto rapace quanto incapace di raccogliere l eredita del passato, trasformarono Ischia in una destinazione popolare diversa da molte altre localita balneari de Mar Mediterraneo. |