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Nella storia della Campiana, la città di Pozzuoli, per i greci Dicearchia, per i Romani Puteoli, ha svolto un ruolo eminentemente mercantile ed economico. Fondata nel VI secolo a.C., Pozzuoli è rimasta per circa duecento anni soggetta alla forte influenza della vicina, potentissima colonia greca di Cuma. Passata successivamente sotto la dominazione sannititca vi rimase sino al 338 a.C. allorchè la Campania venne conquistata da Roma. Inzio' allora per essa una fase di rapida ascesa che l' avrebbe portata al suo massimo splendore. L' importanza geografico - economica di Pozzuoli crebbe a dismisura grazie ai suoi facili collegamenti con capua, la vera capitale della Campania di allora, e della consuetudine di rapporti commerciali con la Grecia e con il lontano Oriente, acquistata nel periodo precedente. Eventi politici, militari e commerciali fecero presto di Puteoli il primo porto d' Italia ed uno dei piu' importanti del Mediterraneo. Sriveva il poeta Lucilio nel II secolo a.C. che Puteoli deicideca con Delo il primato di grande scalo orientale. Stazio la defini' piu' tardi: litora mundi hospita. Per abbreviare e facilitare i collegamenti con Roma, verso cui si dirigevano i ricchi prodotti orientali sbarcati a Pozzuoli. L' impero avvio' la costruzione della via Domiziana, tuttora importantissima arteria di comunicazione. La sistemazione del porto di Ostia, ultimata durante l' imero di Nerone segno' l' apice della fortuna di Pozzuoli. Da allora, i movimenti marittimi necessari a soddisfare le esigenze di Roma si spostarono verso il porto piu' vicino e el sorti di Pozzuoli si andarono legando sempre piu' a quelle della città di Napoli. Due Anfiteatri, un Teatro ed un Circo furono fatti erigere per allienare le giornate dell' aristocrazia e distrarre la plebe della traversie quotidiane, mentre in prossimità del porto sorse un grandioso mercato. Macellum per gli antichi, in cui le bottegheche esponevano i prodotti ortofrutticoli dell' entroterra campano si affiancavano a quelle che mettevano in mostra le ricche mercanzie orientali che li' giungevano attraverso le misteriose vie dei porti di mare. Il Macellum fu definito erronemente Tempio di Serapide da quando nel 1750 venne scoperta nella prima fase degli scavi una statua della divinità Serpais. Il mercato di Pozzuoli, dalle caratteristiche superiori anche al Macellum di Pompei, riveste un duplice interesse, archeologico e geologico. Invaso e sommerso dalle acque che scaturiscono dal sottosuolo, esso misura con la massima precisione il fenomeno di sollevamento e abbassamento della crosta terrestre ( bradisismo ) che interessa tutto il litorale flegreo. Lungo il fusto delle tre grandi colonne di cipollino ancora in piedi sulle loro basi, le minuscole nicchie scavate dai litodomi ( molluschi capaci di disgregare anche il duro calcare delle colonne ) indicano in maniera inequivolcabile il livello piu' alto cui è giunta l' acqua del mare, m. 5,719.
La SolfataraLa Solfatare è il fenomeno di vulcanesimo secondario piu' importante della zona: in particolare parliamo di quella piu' grande e famosa che si trova nelle vicinanze di Pozzuoli. tali manifestazioni si collegano sempre, piu' o meno direttamente, ai fenomeni del vulcanesimo vero e proprio poichè con essi hanno in comune l' origine endogena. Anzi, per essere piu' precisi, rappresentano le ultime manifestazioni del vulcanesimo in via di estinzione. Le solfatare sono emanazioni ad altissima temperatura di vapore acqueo frammisto ad anidrite carbonica e ad altri composti comprendente lo zolfo ida ( da cui derva il nome ). Tale elemento, una volta fuoriuscito, si depone sul territorio circostante sorto forma di cristalli. la solfatara di Pozzuoli occupa un antico vratere spento che ha una circonferenza superiore a 2 km.; qui si trovano anche fumarole ( sono anch' esse emanazioni di vapore acqueo ), mofete ( emanazioni di anidrite carbonica ). L' insieme è molto impressionante e particolare perchè permette di assistere contemporaniamente a vari fenomeni del massimo interessequali la condensazione del vapore acqueo e quindi la produzione di piccole nuvolette qualora si avvicini ad essi una fonte di calore che li saturi ulteriormente.
BaiaI' Itinerario che da Pozzuoli porta, attraverso il lago d' Averno, verso Baia e successivamente a Cuma, è uno dei piu' suggestivi dei Campi Flegrei per la bellezza insolita dei personaggi, per i' impnenza e la varietà dei resti antichi dei ricordi del passato, per un incompatibile insieme di comportamenti naturali. Baia, fu fin dall' antichità, una riceratissima ed amata località balneare e termale, cantata da tanti poeti. Le sue copiosissime acque minerali vennero sfruttate da uomini illustri a scopo terapeutico. Attualmente gli scavi hanno riportato alla luce gran parte di quegli edifici che il fenomeno bradisismo, che ha interessato lungamente tutta la zona, aveva aeppellito. E' riapparso cosi' alla luce il meraviglioso e grandioso complesso termale. Esso è costituito da un insieme di tre edifici ( Terme di Sosandra, Terme di Mercurio, Terme di Venere ). Appartenenti a diverse epoche e a diversi stili, composi da una serie di ambienti ampi e variamenti aritcolati, ma organicamente collegati fra di loro. Nelle vicinanze, in prossimità del molo, si trova il bel Tempo di Venere, a pianta ottagonale e circolare da Baia sorge Bacoli, altro interessante centro archeologico in prossimità di Capo Miseno. I resti che qui si possono ammirare ( soprattutto il grande serbatoio detto Cento Caramelle e la Piscina Mirabile ) appartengono all' antica cittadina di Bauli.
CumaCuma è stata una dell piu' grandi colonie grache in Italia, fondata quasi sicuramente dai Calcidesi intorno all' VIII secolo a.C. Sorse su un' altura in prossimità del mare e qui si sviluppo' ampiamente raggiungendo grande importanza anche quando passo' sotto il dominio romano. Anche Cuma pertanto rappresenta, date le sue origini, un centro archeologico di grande importanza per la grande varietà dei resti che si trovano sull' Acropoli e per i vari templi. Ma la sua fama maggiore legata sopratutto al Santuario piu' famoso dell' antichità: l' Antro della Sibilla Cumana. La Sibilla, rigordata da Virgilio nell' Eneide, fu' uno degli oracoli piu' rispettati e temuti del passato. In questo antro ( suggestivo è il suo ingresso che si conserva in buona parte ) posto vicino all' ago d' Averno, cioè alla sede degli Inferni, convenivano da ogni parte pellegrini per chiedere un vaticinio, un indicazione alla loro vita. Il Tempio di Apollo si trova su una breve deviazione della via Sacra che dall' Acropoli portava presso l' Antro della Sibilla. La crostuzione risale all'epoca greca: di essa rimane soltanto il basamento. Piu' in alto, sull' Acropoli, si trova anche il Tempio di Giove, anch' esso di origine greca ma trasformata in epoca romana e successivamente anche in basilica cristiana. |