Procida offere di sè l' immagine di un' isola appena emergente dalle acque azzurre del golfo di Napoli. La sua modesta altrura, raggiunge appena i 90 metri, la fa sembrare quasi piatta. Superba ed affascinate è incevece la visione delle sue coste profondamente articolate, spesso contrassegnate da scogliere precipiti e, in particolare nella fascia nord orientale, profondamente frastagliata. Lungo il litorale si affollano le case della cittadina di Procida che si allunga fino a quella gravitanti intorno al porto di Marina Grande. Quest' isola è dicersa da Ischia. Non solo nell' aspetto e nella amncanza di rilievi accentuati o nella stessa storia grologica che non le ha fatto conoscere ormai da millenni i profondi stravolgimenti delle eruzioni vulcaniche. E' diversa nell' anima, nella sua atmosfera. Il turismo qiu è ancora poco sviluppato. La gente che la frequenta ama la sua genuinità, il sapore di antico che resta nei suoi paesaggi, il colore mediterraneo delle sue case e la semplicità delle sue architetture, la schiettezza della sua gente, la riposata attmosfera del verde che la ricopre. Procida è un' oasi di serenità, una parentesi di riposo a contatto con la bellezza del mare e delle sue coste. E' la riscoperta di modi di vita, di architetture, di emozioni tipiche del borgo marinaio ancora non completamente trasformato dall' affollamento di villeggianti che corrono ad invadere la spiagge e le baie. Essa è ancora un sogno per quanti amano le sensazioni, le attmosfere, i sapori e gli odori degli ambienti semplici e genuini: le case bianche o colorate a tinte vivaci alliniate sulla riva del mare spesso addossate le une alle altre quasi a contendersi il posto sulla piazza che si affaccia sul porto; le sclinate scvate nelle roccia percorse da uomini e muli, i grandi arconi delle case che creano zone d' ombra e di refrigerio al caldo sole mediterraneo; le reti da pesca appoggiate sulla riva del mare pronti ad essere riparate e di nuovo imbarcate; l' animazione che esplode nei borghi marini all' arrivo de pescherecci che riversano il pesce nelle cassette e nelle ceste; il silenzio dei vicli all' inteno dove neanche l' automobile puo' transitare perchè troppo angusti. Procida è affascinante per questo: per le emozioni che vengono regalate da uno squarcio di vita ancora schietto, per la riposante tranquillittà dei suoi passaggi. per gli scorci pittoreschi che si scoprono nel fitto districarsi delle strdine del centro, per i modi del vivere quotidiano rimasti ancora semplici e genuini. Ma la sua suggestione vine anche dalla strordinaria bellezza delle coste nel loro incessante alternarsi di lunghe spiagge sabbiose ed alte e superbe scogliere, dalla limpidezza del mare, dalla raccolta e riposante sensazione che proviene dal contatto con la natura ancora integra e ricca di volori ambientali. Procida che dista da capo Fumo sulla terraferma appena 1,6 miglia ha una estensione di 3,75 kmq, una lunghezza di 3,7 km e si distrubuisce lungo un asse che va a nord est e a sud ovest. Lo sviluppo costiero è di circa 16 km. Il litorale, piuttosto articolato si prtende nel mare con i promontori di punta Lingua, Punta di Pioppeto, Capo Bove, Punta Serra, Punta Solchiaro, punta Pizzacco e Punta Monaci. Il rilievo maggore è dato dalla cima Terra Murata ( metri 91 di altezza ). Le altre alture sono costituite da Solchiaro ( 58 metri ) presso l' omonima Punta, Centale ( metri 78 ) versa Punta Pizzaco, e quella nei pressi di Capo Bove. Esse rappresentavano un tempo altrettanti vulcani attivi. La vegetazione è data per lo piu da colture arboree ( viti, limoneti e frutteti ) che hanno sostituito quasi interamente lo spazzio un tempo occupato dalla macchia mediterranea. L' origine del toponimo è contraversa: Procida viene dall' antico Prochyta ( presso alcuni scrittori antichi e anche citata come Pithecusa confondendola cosi' con Ischia ). Lo storico Livio afferma che la radice è quella di' " prokein ", cioè " staccarsi " intendendo cosi' una terra separata da Ischia. Per altri invece deriverebbe da " pro kune ", cioè " posta di fronte a Cuma ". Ambedue sono accettabili, mentre è decisamente piu fantasiosa quella che farebbe derivare l' appellativo dal nome della nutrice di Enea che avrebbe trovato sepoltura in questa terra. La storia di Procida non è dissimile da quella di Ischia. Ad essa è accomunata sopratutto dalla necessità di difendersi dalle numerose e devastanti scorrerie saracene provenienti dal mare. Da questo derivo' dagli abbitanti dell' isola, la necessità di costruire le loro abitazioni in alto, nel posto piu inaccessibile: sorse per questo motivo il primitivo nucleo fortificato di Terra Murata. L' economia di Procida basata essenzialmente sulla pesca, sull' agricoltura e, nella stagione estiva, sul turismo. L' isola ha un solo comune, Procida, e qualche piccolo agglomerato.

 

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